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Agostino Di Bartolomei

Agostino Di Bartolomei Album Agostino Di Bartolomei 15 foto · Updated circa un giorno fa Tantissimi auguri al mitico Agostino Di Bartolomei (Roma, 8 aprile 1955 – Castellabate, 30 maggio...
Agostino Di Bartolomei

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Agostino Di Bartolomei
15 foto · Updated circa un giorno fa

Tantissimi auguri al mitico Agostino Di Bartolomei (Roma, 8 aprile 1955 – Castellabate, 30 maggio 1994) Soprannominato “Ago” o “Diba”, si espresse al meglio come centrocampista, posizionato dal tecnico Nils Liedholm davanti alla difesa, mettendo in mostra carisma, continuità di rendimento e, soprattutto, intelligenza tattica: sopperì infatti alla maggiore pecca che gli veniva imputata, la scarsa propensione allo scatto e alla corsa, con una perfetta lettura in anticipo delle fasi di gioco – come a pensare “più veloce” dei suoi avversari. Nel corso della carriera, venne impiegato con ottimi risultati anche come difensore centrale; in questo senso, Gianni Mura scrisse: «da centrocampista ebbe una seconda carriera come libero, o centrale difensivo. Un destino che tocca solo a giocatori di costruzione, con un grande senso del gioco collettivo. Come Beckenbauer, come Scirea che mi viene automatico accostare ad Agostino per i silenzi e per la stessa visione di un calcio semplice, pulito». Capace di lanci e servizi impeccabili verso i compagni di squadra, era inoltre dotato di grande potenza nelle conclusioni a rete, arma con cui trovò svariate volte la via del gol[6] sia da fuori area che su calcio di punizione; la stessa la impiegò come rigorista, spesso con tiri sotto la traversa calciati praticamente da fermo. E’ stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista o libero. Iniziò a tirar calci al pallone sui campetti del suo quartiere, a Tor Marancia. Crebbe poi nell’OMI, una delle squadre satellite dell’ AS Roma. Nel 1968, tredicenne, venne notato da alcuni osservatori del Milan, rifiutando tuttavia la proposta del club lombardo poiché riluttante all’idea di trasferirsi lontano da casa a una così giovane età. Riuscì quindi ad approdare nel vivaio della Roma, vincendo coi giovani capitolini nei primi anni settanta due titoli nazionali di categoria e conquistandosi al contempo le prime sortite in prima squadra, avvenute nella stagione 1972-1973; il suo primo tecnico fu Antonio Trebiciani che lo fece esordire in Serie A il 22 aprile 1973, pochi giorni dopo il suo diciottesimo compleanno, in un pareggio a reti bianche a Milano contro l’Inter. Nell’annata 1973-1974, alla prima giornata contro il Bologna (2-1) arrivò il primo gol con la maglia della Roma. Nelle tre stagioni iniziali in giallorosso, dove fece la spola tra giovanili e prima squadra, collezionò 23 presenze con un minutaggio via via sempre maggiore. L’annata 1975-1976 la trascorse invece in prestito al L.R. Vicenza, in Serie B, per maturare definitivamente in una compagine composta prevalentemente da giovani elementi: agli ordini di Manlio Scopigno affrontò quindi per la prima volta in carriera una stagione da titolare. Dal campionato 1976-1977, tornato a Roma, divenne un punto fermo nella squadra della sua città e sino al 1983-1984 saltò pochissime gare, tanto da ottenere a fine anni settanta i gradi di capitano della formazione. Il torneo 1977-1978 fu per lui il più prolifico sottoporta, avendo messo a segno 10 reti; ne realizzò invece 7 l’anno dello scudetto. Fu questa, anche, la stagione in cui l’allenatore Nils Liedholm decise di schierarlo come libero di difesa, accanto al giovane Vierchowod: l’esperimento, dopo un iniziale settaggio dei meccanismi, diede ottimi frutti e culminò nel tricolore atteso sulla sponda giallorossa della capitale da quarantuno anni. In totale giocò con la casacca della Roma 308 gare (di cui 146 con la fascia al braccio), segnando 66 gol. In undici stagioni coi capitolini conquistò, oltre al succitato titolo italiano del 1983, anche tre Coppe Italia, raggiungendo inoltre nel 1984 la finale di Coppa dei Campioni – la prima e fin qui unica nella storia del club romano – persa ai rigori all’Olimpico contro gli inglesi del Liverpool. Nella sua avventura all’ombra del Colosseo venne espulso un’unica volta, nel torneo 1978-1979 contro la Juventus (gli venne sventolato il cartellino rosso insieme a Virdis), partita in cui segnò peraltro anche la rete della vittoria. 30 maggio 1984, Di Bartolomei assieme a Graeme Souness prima della finale di Coppa dei Campioni tra i giallorossi e il Liverpool. Nell’estate del 1984, con l’arrivo di Sven-Göran Eriksson sulla panchina giallorossa, venne inserito nella lista dei partenti non essendo ritenuto adatto alle veloci dinamiche di gioco del tecnico svedese. Disputò la sua ultima partita in giallorosso in occasione della finale di Coppa Italia del 1983-1984 vinta contro il Verona, coi tifosi che gli dedicarono lo striscione: «Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva». Si trasferì quindi, al seguito dell’allenatore Liedholm, nelle file delL’ A.C. Milan, vestendo quella maglia rossonera che, da bambino, aveva rifiutato sedici anni prima. Durante il primo campionato a Milano, dopo poche giornate si trovò di fronte a San Siro la sua ex squadra, cui siglò una delle reti della vittoria meneghina (2-1): la vibrante e rabbiosa esultanza con cui festeggiò il gol, carica di rivalsa per essere stato messo da parte troppo in fretta dalla “sua” Roma, non gli venne perdonata dalla tifoseria capitolina che pochi mesi dopo, nella sfida di ritorno all’Olimpico, gli riserverà una dura accoglienza; in questa difficile situazione ambientale, dopo un contrasto su Conti, l’ex capitano giallorosso venne quasi aggredito da Graziani in una partita che degenerò in rissa.[12] Con il Milan giocò per tre stagioni, segnando tra l’altro anche un gol nel derby milanese, senza tuttavia sollevare trofei; col club lombardo raggiunse una finale di Coppa Italia nell’anno del debutto, persa contro la Sampdoria. el 1987 i rossoneri, nel frattempo entrati nell’era Sacchi, cedettero l’ormai trentaduenne Di Bartolomei alL’ A.C. Cesena Pagina Ufficiale. In Romagna il giocatore ebbe modo di disputare un’ultima stagione nella massima categoria italiana, guidando coi gradi di capitano l’undici bianconero alla salvezza. Di Bartolomei con la maglia dell’ U.S. Salernitana 1919 – News nell’annata 1989-1990 Concluse la carriera sui campi di Serie C nel 1990, dopo due annate con la Salernitana, nell’ultima delle quali contribuì al raggiungimento della storica promozione dei campani in cadetteria dopo ventitré anni di assenza, indossando anche in questo caso la fascia al braccio. A noi piace ricordarlo così, campione di un calcio che non c’è più. Non ha mai indossato Tepa Sport ma … C’ero anch’io … http://www.tepasport.it/ 🇮🇹 Made in Italy dal 1952

 
 
 

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