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Pietro Vierchowod

Tantissimi auguri al mitico Pietro Vierchowod (Calcinate, 6 aprile 1959) Campione del mondo nel 1982 con la Nazionale Italiana di Calcio. Ritenuto uno dei migliori difensori nella storia del calcio...

Tantissimi auguri al mitico Pietro Vierchowod (Calcinate, 6 aprile 1959) Campione del mondo nel 1982 con la Nazionale Italiana di Calcio. Ritenuto uno dei migliori difensori nella storia del calcio italiano, nel corso della sua carriera ha conquistato due campionati di Serie A (1982-1983 e 1990-1991), quattro Coppe Italia (1984-1985, 1987-1988, 1988-1989 e 1993-1994), due Supercoppe italiane (1991 e 1995), una Coppa delle Coppe (1989-1990) e una Champions League (1995-1996), oltre ad un campionato di Serie C1 (1978-1979) e uno di Serie B (1979-1980). Tra il 1981 e il 1993 ha fatto parte della nazionale, con cui ha totalizzato 45 presenze (segnando 2 reti) e disputato tre edizioni del campionato del mondo (1982 – senza scendere in campo –, 1986 e 1990). Marcatore tenace ma corretto, Vierchowod aveva nella velocità la propria caratteristica distintiva («Facevo i cento metri in meno di 11 secondi: ero un missile»); Enzo Bearzot lo riteneva «il difensore più rapido del mondo». Personalità, decisione negli interventi e prestanza fisica, completavano il suo repertorio, compensando una tecnica non particolarmente raffinata. Specialista della marcatura a uomo – ma in grado di adeguarsi anche alla difesa a zona –, ha mantenuto alti livelli di rendimento fino alla fine della carriera, conclusa a 41 anni; era inoltre un abilissimo colpitore di testa, qualità che gli consentì di realizzare numerose reti: con 38 marcature in Serie A, è nel novero dei difensori italiani più prolifici di sempre. Diego Armando Maradona definì Vierchowod «l’avversario più duro mai affrontato» – «Non mi faceva dormire la notte. Gran fisico e non mollava mai, aveva muscoli persino sulle sopracciglia» –, tanto da ribattezzarlo Hulk; degne di nota anche le sfide con Marco van Basten, caratterizzate da un acceso, seppur leale, agonismo. Dopo le giovanili nello Spirano e un provino al Milan dove fu scartato, esordì nella Romanese, squadra bergamasca di Serie D, ma crebbe calcisticamente nel Calcio Como con cui disputò cinque campionati ottenendo una doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A. Esordì nella massima serie nella stagione 1980-1981, nella sconfitta interna contro la Roma (0-1), e contribuì alla salvezza della formazione lariana. Acquistato nel 1981 dall’ U.C. Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che al tempo militava in Serie B, il 15 luglio venne prestato all’ ACF Fiorentina (con cui giunge secondo in campionato dietro alla Juventus). Il 14 luglio 1982 passa di nuovo in prestito, stavolta all’ AS Roma: proprio coi giallorossi vinse il suo primo scudetto, nella stagione 1982-1983, giocando a fianco del regista arretrato Di Bartolomei al centro della difesa romanista. Dalla Roma tornò alla Sampdoria, nel frattempo salita in Serie A, dove restò per dodici stagioni consecutive nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vinse quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto e una Supercoppa italiana, mentre sfuggì la Coppa dei Campioni, persa in finale a Wembley contro gli spagnoli del Barcellona. Vierchowod diventò uno dei leader e bandiera della formazione blucerchiata, rifiutando il trasferimento ad altre squadre in virtù di un patto stretto con i compagni Vialli e Mancini – e cioè che sarebbero rimasti tutti alla Sampdoria finché questa non avesse vinto il campionato italiano. Il 16 giugno 1995 si trasferì alla Juventus per 500 milioni di lire, insieme ai compagni di squadra Attilio Lombardo e Vladimir Jugovic. In bianconero vinse la Champions League giocando da titolare, all’età di trentasette anni, la finale di Roma contro gli olandesi dell’Ajax. A fine stagione, lasciato libero dal club piemontese, il 27 giugno si accordò inizialmente col neopromosso A.C. Perugia ma, a causa di un litigio con l’allenatore Giovanni Galeone, il 27 agosto rescisse il contratto coi grifoni prima dell’inizio del campionato; il 3 settembre firmò quindi con l’ A.C. Milan dove rimase per una stagione. Il 5 settembre 1997 si accasò al Piacenza Calcio, disputandovi tre annate e contribuendo a due salvezze; segnò il gol-salvezza nella sfida all’ultima giornata contro la Salernitana, nel campionato del 1998-1999, all’età di oltre quarant’anni, rete che sancì la retrocessione della squadra campana. Si ritirò dall’attività agonistica nel 2000, a quarantuno anni, dopo la retrocessione dei piacentini in Serie B. In tutto ha giocato in Serie A 562 partite, settimo assoluto dietro Paolo Maldini, Javier Zanetti, Francesco Totti, Gianluigi Buffon, Gianluca Pagliuca e Dino Zoff … ⚽️ C’ero anch’io … http://www.tepasport.it/ 🇮🇹 Made in Italy dal 1952

 

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