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Sandro Mazzola

Alessandro Mazzola detto Sandro (Torino, 8 novembre 1942) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista e attaccante. Campione europeo nel 1968 e vicecampione mondiale nel 1970....

Alessandro Mazzola detto Sandro

(Torino, 8 novembre 1942) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista e attaccante. Campione europeo nel 1968 e vicecampione mondiale nel 1970.

Considerato uno dei migliori calciatori italiani di sempre,[2][3][4] figlio del compianto Valentino, ha legato il suo nome a quello dell’Inter, con la quale ha giocato dal 1960 al 1977 collezionando in totale 565 presenze e 158 reti. Con la maglia nerazzurra ha vinto quattro campionati nazionali, ma soprattutto due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Dell’Inter è stato anche capitano per sette stagioni (dal 1970 al 1977) succedendo a Mario Corso. Terminata la carriera agonistica, ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali all’interno del club nerazzurro, l’ultimo dei quali lo ha visto occupare l’incarico di direttore sportivo dal 1995 al 1999.

Nazionale dal 1963 al 1974, ha preso parte alla vittoriosa edizione del campionato europeo del 1968 (unico successo dell’Italia nella competizione) nonché a tre edizioni del campionato mondiale (1966, 1970, 1974) laureandosi vicecampione nel 1970. Celebre la rivalità in maglia azzurra con Gianni Rivera, giocatore simbolo del Milan e suo antagonista principale per un posto da titolare in Nazionale,[5] sebbene tra i due intercorresse un rapporto di stima reciproca.[6]

A livello individuale, si è laureato miglior marcatore della massima competizione europea per club nel 1964 e miglior marcatore del campionato italiano nel 1965, giungendo secondo alle spalle di Johan Cruijff nella classifica del Pallone d’oro (1971). Nel 2014 è stato inserito della Hall of fame del calcio italiano in virtù del contributo offerto allo stesso come calciatore.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]
Mazzola è stato un giocatore versatile, capace di ricoprire diverse posizioni sul terreno di gioco: in giovane età era solito agire nella zona mediana del campo, ma sotto la guida tecnica di Helenio Herrera divenne attaccante,[7] ruolo in cui si affermò come campione di caratura internazionale.[2] Successivamente arretrò il proprio raggio d’azione, tornando a vestire i panni del centrocampista.[2] Dotato di notevole abilità tecnica – celebri le sue serpentine –, si distingueva per le qualità atletiche, acrobatiche e caratteriali,[3][8] nonché per una spiccata propensione ai ripiegamenti difensivi.[9]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]
Giocatore[modifica | modifica wikitesto]
Club[modifica | modifica wikitesto]
« Questa è la mia maglia; tienila, perché sei degno di tuo padre. »
(Ferenc Puskás, attaccante del Real Madrid, al termine della finale di Coppa dei Campioni 1963-1964, in cui Mazzola segnò due delle tre reti dell’Inter[10])

Il capitano del Torino Enzo Bearzot (a sinistra) consegna ad un giovane Mazzola (a destra) la maglia del Grande Torino indossata da suo padre Valentino.
Figlio del compianto campione Valentino Mazzola e fratello di Ferruccio, Sandro fu notato da Giuseppe Meazza, ex giocatore nerazzurro, nel settore giovanile dell’Inter. Esordì in Serie A il 10 giugno 1961, contro la Juventus: l’incontro era la ripetizione della gara di campionato sospesa per invasione di campo. In segno di protesta, il presidente Moratti ordinò al tecnico Helenio Herrera di schierare la formazione De Martino: il risultato fu di 9-1 per i bianconeri, con la rete della bandiera interista siglata proprio da Mazzola su rigore.[11]

Trascorse l’intera carriera in maglia nerazzurra, partecipando al ciclo della Grande Inter che vinse 3 Scudetti (1962-63, 1964-65 e 1965-66), 2 Coppe dei Campioni (1963-64 e 1964-65) e 2 Coppe Intercontinentali (1964 e 1965). Contribuì ai successi in campo europeo ed internazionale, segnando una doppietta al Real Madrid nella finale di Coppa Campioni a Vienna e andando in rete nelle due edizioni di Coppa Intercontinentale. Vincitore della classifica marcatori nel campionato 1964-65, firmò anche l’iniziale vantaggio (su rigore) nella finale di Coppa Campioni 1966-67 contro il Celtic (poi persa 2-1). Inoltre, il suo gol realizzato contro la formazione ungherese del Vasas, durante il match valido per gli ottavi di finale del torneo, è stato eletto dall’UEFA il più bello nella storia delle coppe europee (vincendo la concorrenza di altre 57 reti selezionate in precedenza[12]).
Mazzola (a sinistra) e Gianni Rivera (a destra) si scambiano i saluti prima di un derby di Milano della stagione 1976-1977.
Nel 1971 (anno in cui arrivò secondo nella classifica del Pallone d’oro, alle spalle di Johan Cruijff) vinse un altro Scudetto, chiudendo il campionato davanti al Milan. Il 24 ottobre dello stesso anno, tagliò il traguardo della centesima rete in A contro l’Hellas Verona. Si ritirò dal calcio nel 1977: la sua ultima partita fu la finale di Coppa Italia, persa contro i rivali cittadini.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]
Esordì in Nazionale il 12 maggio 1963, segnando su rigore nell’amichevole vinta per 3-0 contro il Brasile di Pelé. Alla sua terza presenza, contro l’Unione Sovietica, si fece parare un tiro dagli undici metri da Lev Jašin:[13][14] l’incontro finì in parità, ma gli azzurri furono eliminati dalle qualificazioni per l’Europeo. Fu convocato per il Mondiale 1966, in cui segnò una rete, e per l’Europeo 1968 in cui l’Italia si aggiudicò il suo primo titolo continentale.
Pelé (a sinistra) e Mazzola (a destra) posano insieme prima di un gara amichevole tra Italia e Brasile nel 1963.
Due anni più tardi, al Mondiale in Messico, fu protagonista della “staffetta” con Gianni Rivera (capitano del Milan):[5] il tecnico Ferruccio Valcareggi schierò infatti, in tre occasioni, Mazzola nel primo tempo e Rivera nella ripresa.[9] A detta di Gianni Brera, la presenza in campo dell’uno o dell’altro apportava alla squadra vantaggi di diversa natura: Mazzola, maggiormente predisposto alla fase difensiva, offriva un contributo più adeguato alla prima frazione di gioco, aiutando la squadra a «contenere meglio gli avversari più freschi e aggressivi»; la sua presenza era pertanto vista di buon occhio dai difensori e dai centrocampisti.[9] Rivera, più adatto a servire in profondità gli attaccanti Riva e Boninsegna, e per questo motivo preferito da questi ultimi, risultava più efficace nei secondi tempi, poiché «era lui solo in grado di operare qualche lancio per i due migliori centravanti del mondo».[9]

Mazzola lasciò la Nazionale dopo il Mondiale 1974, con 70 presenze e 22 reti all’attivo.

Conta anche una presenza con la selezione dei calciatori appartenenti al Resto del Mondo, avendo partecipato nel 1967 ad un’amichevole contro la Spagna (vinta per 3-0, e in cui andò a segno) voluta dalla FIFA per festeggiare i 65 anni di Ricardo Zamora.

Dirigente
Svolse incarichi dirigenziali prima all’Inter, tra il 1977 ed il 1984, poi al Genoa. Dal 1995 al 1999 tornò a lavorare all’Inter come direttore sportivo e principale responsabile del mercato, prima di essere sostituito dall’ex calciatore e compagno di squadra Gabriele Oriali.

Dal 2000 al 2003 ha lavorato come dirigente del Torino.

Dopo il ritiro
Per anni ha svolto l’attività di commentatore tecnico e opinionista per Rai Sport, in particolare per La Domenica Sportiva e Sabato Sprint. È stato il commentatore tecnico delle finali del Mondiale 1982 a fianco di Luigi Colombo per Telemontecarlo (primo caso di una finale trasmessa in diretta da una TV commerciale) e del Mondiale 2006 al fianco di Marco Civoli per la Rai, entrambe vinte dalla Nazionale italiana.

Presenze e reti nel club

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1960-1961 Italia Inter A 1 1 1 1
1961-1962 A 1 0 1 0
1962-1963 A 23 10 CI 1 1 24 11
1963-1964 A 29+1[15] 9+0 CC 9 7 39 16
1964-1965 A 33 17 CI 2 0 CC 6 3 CInt 2 1 43 21
1965-1966 A 30 19 CI 1 0 CC 4 1 CInt 2 2 37 22
1966-1967 A 30 17 CI 2 2 CC 10 3 42 22
1967-1968 A 28 6 CI 9 2 37 8
1968-1969 A 29 7 CI 3 0 32 7
1969-1970 A 28 4 CI 5 1 CdF 10 1 43 6
1970-1971 A 29 7 CI 3 2 CdF 1 0 33 9
1971-1972 A 28 7 CI 9 2 CC 9 2 46 11
1972-1973 A 26 2 CI 9 4 CU 6 0 41 6
1973-1974 A 26 4 CI 10 3 CU 2 0 38 7
1974-1975 A 23 3 CI 7 0 CU 4 0 34 3
1975-1976 A 25 2 CI 10 4 35 6
1976-1977 A 28 1 CI 9 3 CU 2 0 39 4
Totale 417+1 116+0 80 24 63 17 4 3 565 160

Record[modifica | modifica wikitesto]

La rete più veloce nella storia della stracittadina messa a segno da Mazzola.
Unico calciatore dell’Inter a vincere la classifica dei marcatori della Coppa dei Campioni (avendo realizzato 7 reti nella stagione 1963-1964).
Miglior marcatore dell’Inter nella Coppa Intercontinentale (avendo realizzato 3 reti tra il 1964 e il 1965).
Marcatore più veloce nella storia dei derby di Milano (avendo segnato dopo 13″ nella stracittadina del 24 febbraio 1963).
Palmarès[modifica | modifica wikitesto]
Club[modifica | modifica wikitesto]
Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Campionato italiano: 4
Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966, 1970-1971
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Coppa dei Campioni: 2
Inter: 1963-1964, 1964-1965
Coppa Intercontinentale: 2
Inter: 1964, 1965
Nazionale[modifica | modifica wikitesto]
Campionato d’Europa: 1
Italia 1968
Individuale[modifica | modifica wikitesto]
Capocannoniere della Coppa dei Campioni: 1
1963-1964 (7 gol)
Capocannoniere della Serie A: 1
1964-1965 (17 gol)
Top 11 del Campionato europeo: 1
Italia 1968
Guerin d’oro speciale: 1
1987
Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Veterano italiano (2014)
Note[modifica | modifica wikitesto]
^ 418 (116) includendo nel computo lo spareggio del campionato 1963-64.
^ a b c Gigi Garanzini, MAZZOLA, Alessandro (Sandro), in Enciclopedia dello sport, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2002.
^ a b Dario Pelizzari, Mazzola fa 70. Suarez: ‘Sandro, sei rovinato’, panorama.it, 8 novembre 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ Elena Lisa, Nella casa di Valentino Mazzola, due camere e cucina per un mito, www3.lastampa.it, 4 settembre 2011. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ a b Maurizio Crosetti, Esce Mazzola, entra Rivera così la staffetta ha fatto storia, in la Repubblica, 3 novembre 2005. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ Riccardo Vetere, 70 anni di Rivera: gli auguri di Mazzola, panorama.it, 14 agosto 2013. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ Alessandro Bocci e Fabio Monti, Sandro Mazzola, 70 anni: «Dicevano che non sarei mai stato come papà», corriere.it, 1º novembre 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ Carlo Baroni, Sandro Mazzola, quando il calcio era un dribbling alla malinconia, milano.corriere.it, 6 novembre 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ a b c d Gianni Brera, Vigilia Mundial pensando al ’70, in la Repubblica, 30 maggio 1986.
^ Fabio Monti, E Puskas disse a Mazzola: «Adesso sei degno di tuo padre», in Corriere della Sera, 2 aprile 2003, p. 45.
^ Giorgio Dell’Arti e Claudia Casiraghi, Sandro Mazzola, cinquantamila.it, 23 maggio 2014. URL consultato il 6 luglio 2016.
^ Francesca Fanelli, 1966, è di Sandro Mazzola il gol più bello d’Europa, corrieredellosport.it, 8 dicembre 2011.
^ Lev Yashin, il portiere che bloccò il Pallone d’Oro, panorama.it, 4 dicembre 2013. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ Giovanni Battista Olivero e Filippo Grimaldi, Jascin, idolo e leggenda, in La Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2002. URL consultato il 5 luglio 2016.
^ Spareggio per lo scudetto.

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