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Tepa Sport

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La Tepa Sport è stata un’azienda italiana di abbigliamento, con il marchio Tepa Sport ed è tornata alla grande sul mercato.

Storia

Nel 1952 i tre fratelli Riva, Battista, Rino, Paolo, fondarono un’azienda a Rudiano dopo aver lavorato per anni singolarmente nel mondo calzaturiero. Il marchio Tepa Sport un simbolo, un fregio bianco a forma di «V» idea di vittoria rende inconfondibili scarpe da ginnastica e scarpini per calciatori, tute e mute per ogni disciplina sportiva, ma anche palloni e tanti altri accessori; negli anni ‘60 e ‘70 divenne simbolo del prodotto made in Italy in ambito sportivo[1]. Tepa Sport, distintasi in particolare nel segmento calcio, divenne la scarpa ufficiale di diversi Football Club tra i quali Milan, Inter, Juventus e Napoli. Gigi Riva, Dino Zoff e Roberto Bettega vestivano Tepa[2][3][4]. La Tepa Sport operava in due edifici direzionali e tre stabilimenti da 90 mila m² che lavoravano 10 mila paia di scarpe al giorno. Un marchio che divenne internazionale grazie alle vendite in tutti i continenti; sotto il marchio storico della «V» comparve la stilizzazione di un globo con paralleli, meridiani e bandierine di tutto il mondo. Il tutto prima che negli anni ’80 del XX secolo i ribassi di paesi come Hong Kong e Taiwan creassero concorrenza al made in Italy della calzatura.

Vicissitudini societarie

La concorrenza degli anni ’80 portò al fallimento, nel 1985, dell’azienda fondata dai tre fratelli Riva. Il marchio restò comunque interessante per un rilancio, specialmente in epoca di revival del vintage. Dopo una serie di tentativi falliti da parte della seconda generazione dei Riva, a inizio 2000 il brand viene dato in licenza a tre imprenditori lombardi che, appoggiandosi al distretto marchigiano della calzatura, tentano di proporre un prodotto di alta qualità. Il mercato non sembra però apprezzare la seconda vita pregiata di un marchio i cui prodotti, all’epoca, “costavano 5.000 lire”. Alla fine del 2008, l’azienda viene rilevata dalla Rhino Group di Luigi Fusaro e Alessandro Dell’Angelo, manager di lungo corso, che già nel 1996 portò Puma in Italia. Anche questa volta però il tentativo di rilancio fallisce, e nel 2010, con una perdita di circa 3 milioni di euro, l’azienda capitola. Ma Tepa continua ad essere un marchio nel quale imprenditori di tutta Italia vedono possibilità di ritorno ai fasti di un tempo, e nell’ottobre 2011 il marchio Tepa viene ceduto alla Brandery di Castel Maggiore (Bologna), legata al fondatore di Intersport Gaetano Memmola. Dopo neanche un anno però anche questo tentativo fallisce, e nel giugno 2012 lo storico marchio è messo in liquidazione[5][6].

Attualmente il marchio Tepa Sport è di proprietà di uno degli storici fondatori dell’azienda e gestito tramite la società PIN UP Srl che negli ultimi anni sta commercializzando dei prodotti con il marchio TEPA SPORT tramite la distribuzione in alcuni negozi e tramite ecommerce.[7]

Alcuni anni dopo la chiusura dello stabilimento e la scomparsa del marchio, la rock band milanese Elio e le Storie Tese omaggiò l’azienda con una citazione contenuta nel brano Supergiovane, contenuto nell’album Italyan, Rum Casusu Çikti, laddove il protagonista della canzone (Supergiovane) dichiara di donare “le sue Tepa” al moribondo amico “per il viaggio che conduce all’Aldilà”.[8]